La speranza viene dalla Musica

  • 16 ottobre 2017
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Sui gruppi WhatsApp di ogni genere, arrivano tante cose più o meno interessanti, più o meno utili (condanna del nostro tempo) …
Arriva nel mio cellulare anche un filmato, uno di quelli che girano sugli immigrati, stranieri e integrazione in genere. Più o meno condivisi, più o meno simpatici, più o meno divertenti … Talvolta sono gli stessi amici stranieri che ne inviano e non si sa più se riderci o piangerci su …
Questo in particolare è un po’ più … pesante dei soliti: provoca un dibattito acceso tra gli appartenenti al gruppo!
Subito ci si divide in due fazioni, chi appoggia, chi condanna, chi cerca di mediare senza risultato … Tra noi ci sono anche stranieri: chi si offende, chi risponde a tono, chi ci ricorda che ad essere indesiderati in terra straniera furono anche i nostri nonni solo pochi decenni fa… Qualcuno ricorda la discriminazione verso i meridionali tra italiani stessi…
Con fatica riscusiamo a chiudere la chat e augurarci buonanotte con animo più o meno pacato.

Una discussione che però porto nel cuore e che fa male: “è possibile che proprio tra noi che ci occupiamo di volontariato, carità e che abbiamo amici di ogni parte del mondo, proprio tra noi, ci si ritrovi così divisi sul tema accoglienza e integrazione?”.

È domenica, piena anche questa giornata come le altre della settimana, ma ci ricordiamo di aver prenotato per uno spettacolo musicale organizzato dalla ONG COMI. Un po’ controvoglia (il divano attirerebbe molto di più), rinunciamo alle pantofole, infiliamo le scarpe ed andiamo.
“Dov’è di preciso?” chiedo a mio marito. “Al teatro delle Muse” è la risposta. Mettiamo il navigatore, giriamo non so quante volte intorno all’isolato per trovare parcheggio e finalmente siamo seduti in terza fila nella platea di un piccolo ma graziosissimo teatro che non conoscevo.
Sul palco strumenti musicali di ogni tipo, anche un pianoforte e tanti microfoni.
Non ho molto chiaro di cosa si tratti, solo che l’incasso sarà utilizzato dal COMI per sostenere uno dei suoi progetti.
Si abbassano le luci ed un signore ben piazzato con una voce brillante inizia a intrattenerci con stupende canzoni in lingua spagnola!
Fa molto di più: ci coinvolge, ci trascina in un clima che ben conosco e che mi è familiare dopo aver vissuto in Uruguay (anche se ormai tanti anni fa). Il cuore si allarga e si riempie di ricordi, sensazioni, addirittura profumi e tanta allegria! 

Il cantante è Héctor “Titín” Molina, una delle voci più conosciute della musica popolare cilena.
Canzoni cantate con passione, con la voglia di lottare e cambiare il mondo, con la ‘triste allegria
’ che solo i sudamericani sanno avere!
Trasmette tanta voglia di credere ancora in un mondo migliore.
È bello che abbia voluto regalarci la sua voce, che abbia voluto collaborare, offrire il suo tempo per realizzare qualcosa insieme.
Uno spettacolo “Musica sin fronteras” a favore delle donne indigene cilene esponenti della cultura mapuche impegnate nel progetto Textil PO.MA dell’associazione “Mujeres Emprendedoras de Malalhue” (MEDEMA) realizzato unendo la professionalità dell’artista, l’impegno del COMI e la collaborazione di altri gruppi legati al Chile come Fondazione Mondo Digitale, l’Associazioni Antu&Huyén e il Gruppo Musicale Chiloe.  

Già questo un miracolo! Che si apre allo straordinario quando, nel secondo tempo, sale sul palco a cantare con lui una band di 8 ragazzi che sta esordendo adesso come gruppo “Le corde tese”.
Una meraviglia solo vederli: italiani, italo-peruviani, italo-ecuadoregni, italo-cubani!
“Che ci azzeccano con Molina?” ho pensato. E invece a sentirli e vederli cantare insieme, loro, i giovani, incoraggiati dall’affermato cantante, tutti insieme uniti dalla passione per la musica, ho capito che un mondo migliore può davvero esistere! Ho capito che il linguaggio della musica e dell’amicizia favorirà l’integrazione molto più dei trattati delle conferenze e dei dibattiti parlamentari! Sono Angel, Bryan Sebastian, Claudio, Emily, Eliana, Laura, Lorenzo e Ludovico la nostra speranza!

Ho seguito la musica e cantato insieme a loro.

Mi torna in mente lo scontro su WhatsApp … vorrei registrare e inviare le immagini delle “Corde Tese” con Molina come riposta a tutte le paure e a tutti i pregiudizi così difficili da far crollare! Loro non sono la speranza per un mondo migliore, sono già un mondo migliore!
Grazie Héctor, grazie ragazzi per questa lezione di vita.

Anna

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