Giornata di riflessione sui cambiamenti climatici

  • 23 novembre 2017
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Riflettere sugli effetti nefasti del cambiamento climatico   è diventata una priorità pressante nelle agende politiche nazionali ed internazionali. Sebbene i leader mondiali si siano impegnati nel combattere l’avvento di un futuro funesto segnato da condizioni atmosferiche imprevedibili, quali siccità e temperature aride in aree precedentemente floride, così come prorompenti ed improvvise inondazioni anche in zone tradizionalmente aride, il diniego degli Stati Uniti d’America  - che da soli producono piú del 25% dell’emissione di gas serra sul globo – di aderire al Consensus internazionale sancito nell’ accordo di Parigi del 2015, dimostra la superficialità e la miopia con cui oggigiorno trattiamo del problema che impatta maggiormente sulla vita attuale e futura del Globo.

Il COMI – Cooperazione per il Mondo in Via di Sviluppo si è proposto di sensibilizzare volontari, sostenitori e amici in merito agli effetti attuali e alle minacce future dovute al cambiamento climatico, organizzando un pranzo solidale domenica 12 Novembre presso la Basilica di Sant’Antonio al Laterano, grazie alla preziosa collaborazione dei frati della Basilica che hanno messo a disposizione un ampio locale, in altri giorni adibito a mensa per i poveri. L’intento era proporre azioni concrete di sostegno ai produttori delle zone terremotate del centro Italia e agli agricoltori colpiti dalla desertificazione nella regione di Kaffrine in Senegal. Durante il pranzo abbiamo gustato i genuini e ottimi prodotti   gastronomici d’eccellenza delle zone terremotate, forniti dall’Azienda Agricola Collemaggiore (http://www.collemaggiore.it/)  e dall’Azienda Casearia Domenico Stocchi (http://www.mercatocircomassimo.it/portfolio_item/domenico-stocchi/).

Alla fine del pasto i commensali hanno potuto approvvigionarsi di quei prodotti grazie ad uno spazio espositivo dedicato.

Congiuntamente i fondi raccolti dall’evento sono stati destinati a finanziare uno dei progetti del COMI in Senegal, a Kaffrine dove le difficoltà di accesso al cibo (28,7 % dei bambini soffre di malnutrizione cronica) e la mancanza di opportunità di lavoro sono causa di povertà cronica, mortalità infantile, lavoro minorile, migrazioni. Il progetto vuole migliorare l’accesso al cibo, creando nuove occasioni di lavoro per le donne e valorizzando le risorse del territorio attraverso:

La realizzazione di sessioni di formazione in agricoltura, trasformazione e conservazione degli alimenti per migliorare la capacità di resa dell’agricoltura e le possibilità di commercio dei prodotti 40 donne parteciperanno a un corso per diventare formatrici e replicheranno i corsi di formazione presso i 14 gruppi di donne agricoltrici della zona, raggiungendo in questo modo 1.200 donne e le loro famiglie nei 14 villaggi della valle del Bao Bolon (per una popolazione totale di 17.000 abitanti)

La creazione di un Centro di Servizi Agricoli per produttori locali, dove gli agricoltori potranno avere accesso a corsi di formazione, consulenza da parte di esperti sulle migliori tecniche di coltivazione e conservazione dei prodotti, sementi, macchinari per la conservazione e impacchettamento dei prodotti in modo di avere la possibilità di venderli sul mercato locale.

E’ a partire da questi intenti che si sono incrociati vari momenti incentrati sugli eventi naturali e non che, con caratteristiche e in latitudine diverse, condizionano la vita delle persone. Difatti dopo il pranzo c’è stata una relazione della collaboratrice del COMI, dr.ssa Elisa Nucci che – con il prezioso contributo di foto e testimonianza della reporter Lucrezia Lo Bianco – ha illustrato i danni provocati dai cambiamenti climatici sulle popolazioni del sud del mondo, vittime incolpevoli della trascuratezza del pianeta. Subito dopo il vescovo di Rieti, Domenico Pompili ci ha raccontato l’esperienza vissuta del devastante terremoto di Accumoli e Amatrice. E’ intervenuta anche la giornalista Sabrina Vecchi che, per la Chiesa di Rieti, ha curato il libro “Gocce di memoria – il terremoto del 24 Agosto 2016 in 249 tracce biografiche”. Un momento intenso perché come spiega il vescovo Pompili nell’introduzione: La memoria non è mai inerte né solo nostalgica   ma si trasforma in consapevolezza, quando spinge ad affrontare il presente, ancora prima del futuro.

Come ben espresso dai due relatori ciò che conta ora è la ricostruzione autentica non identica, che tenga conto della sicurezza delle persone.

In conclusione, riflettere sugli effetti nefasti del cambiamento climatico  non solo deve essere una priorità nelle agende politiche nazionali, ma anche un impegno individuale di presa di coscienza che ci renda attivi e responsabili affinché le generazioni future possano sperare in un prospero avvenire.

Mattia Giubilei

 

 

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