TEMPO DEL CREATO, TEMPO DI AZIONE

  • 30 ottobre 2017
acquedotto-alessandrino-illuminato

Il 29 ottobre siamo stati tra i promotori della giornata Tempo del Creato per ricordare  l’attenzione che dobbiamo al nostro pianeta. Di seguito l’esperienza concreta, un piccolo esempio, che il Comi ha portato all’evento.

Torpignattara è un quartiere popolare situato nel quadrante sud est della capitale. La zona, oltre agli italiani che spesso di generazione in generazione restano nell’area, negli ultimi anni si è arricchita di una significativa presenza di etnie diverse, in primis bengalesi ma anche cinesi e africani. Qualche episodio di cronaca nera non è mancato neanche qui, avvalorando l’idea che il quartiere, come altre periferie della città, sia un ricettacolo di microcriminalità, spaccio e delinquenza.

Per fortuna le tante associazioni del territorio con i molti eventi promossi ben testimoniano che Torpignattara è, anche e soprattutto, un esempio di convivenza pacifica delle diversità e un luogo di arte e cultura. Infatti, tanto per citare qualche esempio, si trovano qui le meravigliose catacombe dei SS. Marcellino e Pietro (cfr https://www.youtube.com/watch?v=gyRi0itZobI) e sempre qui troneggia il bellissimo acquedotto Alessandrino (Aqua Alexandrina), l’undicesimo dell’antica Roma, che Alessandro Severo edificò nel 226 d.c. per assicurare l’acqua alle terme di Nerone, al Pantheon. Poi ci sono i murales d’autore e anche a verde non si è a corto grazie al Parco di villa de Sanctis e al Parco Giordano Sangalli.

Mentre il parco di villa de Sanctis però è oggetto di una pulizia sistematica il Sangalli, che si snoda intorno alle antiche mura dell’acquedotto, purtroppo è stato spesso oggetto di degrado (http://video.ilmessaggero.it/roma/torpignattara_degrado_parco_acquedotto_alessandrino-130942.html). Ma ora qualcosa sta cambiando grazie ad un abitante del quartiere che si è impegnato e ha saputo coinvolgere altri residenti in un’efficace azione di cittadinanza attiva.

Simone Magnelli è un “uomo miccia”- così chiamo io quelli che oltre a darsi da fare in prima persona hanno il talento di saper attirare gli altri alle loro buone cause – ed è lui l’artefice di un progettino che si potrebbe chiamare “20 metri ciascuno non fanno male a nessuno”. Che cosa sono questi 20 metri? A che si riferiscono? Chiediamo spiegazioni a lui.

D. Simone hai 38 anni e da sempre vivi qui, cosa ti fa preferire questo ad altri quartieri? Nasco a Torpignattara che non è sicuramente uno dei quartieri più “semplici” di Roma ma ho scelto di continuare a viverci perché sono consapevole del potenziale che questa zona ha e del fatto che basterebbe un pizzico di buona volontà per attivare un processo di rinascita. Il patrimonio storico culturale che lo caratterizza lo rende una fonte di ricchezza ancora non sfruttata che me lo fa paragonare ad un lingotto d’oro ricoperto di fango.

D Il tuo è stato prima un fare e poi un coinvolgere, come hai iniziato e perché? La mia voglia di fare qualcosa al Sangalli nasce dal malessere e dalla rabbia nel vedere un parco di tutti nelle mani di nessuno, dove il degrado e l’abbandono delle istituzioni strangolavano un polmone verde di Roma, ricco pure di stupendi resti archeologici. Il mio lavoro è stato semplicemente quello di iniziare a bonificare una zona del parco estendendo di volta in volta il raggio d’azione. Col tempo ho dimostrato alle persone che si fermavano incuriosite che, volendo, si potevano trasformare aree ricoperte di rifiuti in aiuole fiorite o più semplicemente in aree pulite e verdi dove potersi sdraiare a fare pic nic o a leggere un libro.

D. Alcune persone del quartiere ti hanno confidato il loro disagio, è stato questo che ti ha dato l’idea del progetto? Si, è proprio così; una mattina mentre eseguivo queste opere di bonifica mi ha avvicinato una signora che, con gli occhi lucidi, mi ha chiesto aiuto poiché nella zona di parco davanti casa sua la situazione era umanamente inaccettabile. Si vergognava di viverci e stava pensando di vendere e scappare via. Insieme ad altri volontari ho accolto la sua richiesta facendo un grande lavoro di ripulitura, creando un area priva di spazzatura, dignitosa e finalmente bella.

E’ qui che mi è scattata l’idea di frazionare il parco in piccoli lotti immaginari (i famosi 20 metri!) che ho assegnato ai volontari disponibili, i quali mantengono le aree bonificate sempre pulite e in pochissimo tempo. Infatti ho coinvolto chi già passava per il parco, magari al ritorno dallo jogging oppure nonni che ci portano i nipotini a prendere il sole, come pure proprietari di cani che vengono qui con i loro animaletti. Anche alcuni immigrati  hanno voluto collaborare e mentre prima erano visti con diffidenza, adesso vengono salutati, riconosciuti dai residenti che li hanno visti pulire.

Insomma, l’effetto domino che si è creato ha portato molti a scendere in strada per pulire il proprio pezzetto di parco; oggi le aree bonificate hanno superato quelle degradate e nel parco si respira un’aria diversa. I bambini sono raddoppiati. Questi sono fatti non parole! E poi mi sto accorgendo che questa iniziativa sta sviluppando nella coscienza delle persone un senso di appartenenza al parco e che ciò è meraviglioso e fondamentale per la rinascita di tutto il quartiere. La libertà è partecipazione e l’ottimismo è contagioso, per questo ringrazio tutti i volontari ed in particolar modo mio cugino Danilo Della Canfora per avermi incoraggiato ed aiutato concretamente nella realizzazione di tutte le bonifiche.

Morale di questa bella favola: chiediamo pure, e a gran voce, tutti quei servizi che devono essere espletati da chi di competenza ma non dimentichiamo che, come scrive Paulo Coelho in tema di felicità “Il mondo cambia con il tuo esempio non con la tua opinione” .

Complimenti a Simone quindi e ai volontari del parco Sangalli!

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